Lo stemma, o "arma", di una famiglia è il suo emblema, il suo cognome illustrato e, quando richiama graficamente il cognome stesso, è detto "parlante". Sembra anche che alcune famiglie abbiano derivato il loro cognome proprio dallo stemma usato.
Per indicarne la proprietà, lo stemma era posto su castelli, palazzi, case, chiese, cappelle, tombe, mobili, gioielli o sempilici oggetti d’uso personale. L’araldica, non solo studia la forma dello stemma, delle figure in esso contenute e degli ornamenti esterni, ma ne chiarisce il significato e ne interpreta la formazione.
Gli araldisti, a partire dal XV secolo, hanno compilato numerose raccolte – manoscritte o a stampa - di stemmi miniati o "blasonati" (cioè descritti con il linguaggio araldico), detti appunto blasonari, stemmari o armorari.
Grazie a queste opere, conservate in archivi e biblioteche private e pubbliche, siamo in grado di ritrovare lo stemma di una famiglia, che può essere di tipo "gentilizio", "di cittadinanza", o "borghese".
Una volta provato che lo stemma esiste ed è documentato, ne possiamo eseguire una corretta riproduzione a colori, stampata o finemente miniata a mano, in vari formati.