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D.P.R. n. 54 del 13 marzo 2012

Nuove norme per i cambiamenti e le modificazioni del nome e del cognome

Il D.P.R. n. 54 del 13 marzo 2012 ha modificato le norme per i cambiamenti di cognome e per l'aggiunzione di un altro cognome al proprio. Fondamentalmente sono abrogati gli articoli 84, 85, 86, 87 e 88 del decreto del Presidente della Repubblica 3 novembre 2000, n. 396. La nuova normativa è applicabile all'aggiunzione di cognome, ma anche alle ipotesi di aggiunzione di nome, di cambiamento di nome e di cambiamento di cognome perché ridicolo o vergognoso o perché rivela l'origine naturale del soggetto.

La nuova procedura prevede che la valutazione e la decisone finale non siano più affidate al Ministero dell'Interno ma allo stesso Prefetto. L'iter si conclude così con un decreto prefettizio. Nella domanda, che va presentata al Prefetto della Provincia del luogo di residenza o del luogo di nascita dell'istante, si devono esporre le motivazioni a sostegno della richiesta, indicando la modificazione che si vuole apportare al nome od al cognome oppure il nome o il cognome che si intende assumere. Il Prefetto, assunte informazioni sulla domanda, se ritiene che essa sia meritevole di essere presa in considerazione, autorizza con proprio decreto il richiedente a fare affiggere all'Albo pretorio del Comune di nascita e di attuale residenza del medesimo richiedente, un avviso contenente il sunto della domanda; l'affissione deve avere la durata di giorni trenta consecutivi e deve risultare dalla relazione del responsabile in calce all'avviso.

Per quanto riguarda le motivazioni a sostegno della richiesta, va ricordato che il Consiglio di Stato ha sentenziato che non si deve tener conto solo dell'interesse pubblico che consiste nel far sì che i cognomi siano tendenzialmente stabili nel tempo, sì da poter assolvere alla loro funzione di identificazione della persona, ma anche le ragioni del privato devono essere opportunamente considerate; e possono essere ragioni basate sulle esigenze più svariate: morali, economiche, familiari, affettive. Questo anche perché "l'aggiunta di ulteriori cognomi non incide negativamente sulla identificazione della persona nel contesto sociale e non ingenera pericolo di confusione, mantenendo comunque il soggetto anche l'originario cognome".

Resta impossibile l'anteposizione del nuovo cognome che si chiede di aggiungere, all'originario e "in nessun caso può essere richiesta l'attribuzione di cognomi di importanza storica o comunque tali da indurre in errore circa l'appartenenza del richiedente a famiglie illustri o particolarmente note nel luogo in cui si trova l'atto di nascita del richiedente o nel luogo di sua residenza". In questo modo si impedisce che, attraverso parentele omonime, una persona possa fregiarsi di attributi, anche nobiliari, che non gli spettano e che potrebbero comunque comportare delle confusioni storiche oltre che araldiche.

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